Pavimenti e rivestimenti

 

due parole su:

 

 

 

 

Pavimenti 

I pavimenti devono essere orizzontali e complanari tra loro. Eventuali differenze di livello devono essere contenute e segnalate con variazioni cromatiche. Ottimale se superabili  tramite rampe con pendenza adeguata in modo da non costituire ostacolo al transito. 
Nelle parti comuni dell'edificio, si dovrebbe provvedere ad una chiara individuazione dei percorsi, entualmente mediante una  differenziazione nel materiale e/o nel colore delle pavimentazioni.

Il pavimento è una qualsiasi struttura che costituisce una superficie uniforme e resistente atta a garantire la funzionalità e la comodità del passaggio e del transito.
Storicamente è proprio questa la prima funzione, che è stata ricercata dall'uomo nella pavimentazione utilizzando i materiali naturali che trovava a disposizione come pietra, marmo, legno e più avanti nei secoli terra ed argilla cotta.

A partire dal Rinascimento il pavimento inizia ad avere la funzione di elemento architettonico, il pavimento diventa fondamentale grazie anche alla grande disponibilità di materiali ed all'accresciuta abilità nella lavorazione.
 
Nel 1860 con Federico Walton nella città di Manchester nasce la prima pavimentazione sintetica resiliente: il linoleum. Lo sviluppo avvenuto negli ultimi decenni per quanto riguarda la chimica fine, la produzione di polimeri sintetici innovativi e la scoperta della tecnica di vulcanizzazione della gomma ha permesso la fabbricazione di pavimentazioni sintetiche e la loro introduzione sul mercato (P.V.C, gomma, laminati melaminici, poliolefine).
Di pari passo sono proseguite le ricerche e le soluzioni tecniche proposte nel settore
dei collanti e degli adesivi che hanno permesso un enorme successo di queste pavimentazioni sul mercato.

Quando si parla di pavimentazioni solitamente si definisce innanzitutto la destinazione di utilizzo ed in seguito la tipologia di materiale in base alla sua composizione.
Per quanto riguarda la destinazione si possono raggruppare nei seguenti settori:

 
  • ad uso civile;
  • ad uso industriale;
  • ad uso specialistico (mezzi di trasporto,ospedali, soluzioni particolari);
  • ad uso sportivo;

Per quanto riguarda invece la classificazione in base alla composizione dei materiali si parla:

  • pavimenti tessili
  • pavimenti ceramici
  • pavimenti a base di pietre naturali e lapidei
  • pavimenti in legno
  • pavimenti in laminato melaminico su supporto mdf
  • pavimenti resilienti (gomma, vinilici - Pvc, linoleum, poliolefine)
  • pavimenti in cemento
  • pavimenti in resina
Le tipologie
 

I pavimenti tessili, anche se in costante contrazione negli ultimi anni, sono di gran lunga la tipologia a maggior diffusione in Europa. Il settore è diviso in tre segmenti e comprende la produzione di moquettes realizzate con varie tecnologie e diversi sbocchi di mercato:

  • moquettes tessute, dove la tessitura è la tecnica tradizionale di lavorazione che consiste nell'intrecciare ad angolo retto due o più serie di fili. Caratteristica essenziale delle moquettes tessute è che il supporto viene prodotto contemporaneamente al pelo;
  • moquettes tufted, per le quali il processo tufting nella forma più semplice consiste nell'infilare un filo attraverso un supporto formando così un anello;
  • moquettes agofeltrate o semplicemente agugliati con tecnica di lavorazione piuttosto antica e derivata dalle tecniche usate per la lavorazione dei feltri. Decine di migliaia di aghi uncinati trapassano le fibre in modo continuo ed ad alta frequenza. Il prodotto viene poi sottoposto ad un trattamento a base di resina che assicura la compattezza necessaria.
Per ciò che riguarda la struttura, vista come caratteristica principale che determina l' aspetto della superficie esistono moquettes con pelo bouclèes, altre con pelo tagliato ed altre ancora con struttura risultante mista tra le due.
Un ulteriore divisione può essere operata parlando di natura delle fibre con le quali è realizzato lo strato d'usura:
  • fibre naturali sia vegetali (cocco, sisal, sangrass) che animali (lana);
  • fibre artificiali (viscosa);
  • fibre sintetiche (poliammidiche, polipropileniche, poliacriliche, poliesteri viniliche).

Le pavimentazioni ceramiche rappresentano la maggior realtà italiana nel settore dei pavimenti dove le nostre aziende mantengono ormai da anni una leadership indiscussa. Le due tecnologie di base con le quali si realizzano prodotti con caratteristiche fisico/meccaniche/estetiche distinte sono

  • pasta bianca cottoforte maiolica con la bicottura;
  • pasta bianca e rossa,
  • gres fine porcellanato,
  • grès rosso e colorato,
  • cotto
  • klinker
  • monocottura.
I pavimenti a base di pietre naturali e lapidei provengono da cave e siti ben identificati sul territorio, solitamente concentrati e limitati che spesso denominano anche il prodotto ( marmo, granito e onice brasiliani e sudamericane, pietre indiane etc.).
 
Le pavimentazioni in legno grazie al loro valore estetico sono uno dei materiali più apprezzati grazie all' aspetto naturale che unisce la bellezza delle venature e la varietà dei colori. Differenti sono le tipologie presenti sul mercato:
 
  • listoni e maxilistoni in legno massiccio da 14 a 22 mm di spessore, con lamatura e verniciatura in opera;
  • lamparquet in listelli di legno massiccio da 10 a 14 mm di spessore, con lamatura e verniciatura in opera;
  • prefiniti composti da due o tre strati, il più superficiale in legno pregiato duro,gli altri in legno dolce. Sono disponibili già levigati e verniciati per minimizzare i tempi di posa;
  • mosaici o lamellari costituiti da piccolissimi listoncini assemblati in tavolette di spessore e forme diverse esistono nei tipi tradizionali e prefiniti;
  • intarsi di categoria pregiata sono disponibili in tavolette di vario spessore e di diversa lunghezza si larnano e lucidano sul posto.
Le pavimentazioni in laminato melaminico sono ottenute mediante incollaggio di un laminato plastico con effetto decorativo su un supporto truciolare o di MDF (medium density fiberboard) e controbilanciante sulla faccia opposta del supporto. Lo spessore totale varia da 6 a 10 mm ed i pannelli, in forma di doghe, sono dotati di fresatura longitudinale su entrambi i lati per l'inserimento nei profili. L'uso del laminato plastico consente d'utilizzare carte decorative ottenute per stampa rotocalcografica (effetto finto legno, finto marmo o fantasie) con gran varietà di motivi e l'ottenimento di una superficie finale lucida od opaca con ottima resistenza all'abrasione, antimacchia ed impermeabile.
 
Le pavimentazioni resilienti sono in grado di assorbire un urto senza rompersi.
La denominazione deriva dal latino "resilire" che vuol dire rimbalzare.
L' aggettivo resiliente accostato al termine pavimento sta quindi ad indicare e
definire una pavimentazione non rigida ma in qualche modo elastica
ed in grado di rispondere alle sollecitazioni esterne senza modificare la propria struttura.

Storicamente questo termine è nato per definire le pavimentazioni sintetiche, chiamate anche sottili in contrapposizione a quelle esistenti, che presentavano proprietà innovative quando sono state introdotte sul mercato soprattutto in relazione alla flessibilità, alla durezza, alla capacità di ritorno elastico, al comfort al calpestio cioè in una sola parola alla resilienza. In relazione alla classificazione in base alla composizione dei materiali si parla di:

  • pavimenti in gomma;
  • pavimenti in pvc;
  • pavimenti in linoleum;
  • pavimenti a base di poliolefine.  
 

 

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Rivestimenti

La funzione dei rivestimenti interni è quella di conferire alle superfici delle pareti un grado di finitura e di decorazione, facilitando anche le operazioni di pulizia garantendo, in particolari ambienti, l’asetticità e la disinfettabilità

 

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fine

 

Antiscivolo
materiali  che offrono una elevata aderenza alle suole delle scarpe e che possono essere utilmente applicati su gradini, scivoli ed altre superfici pedonabili, per aumentarne la sicurezza.
Armatura
strato di natura tessile o fibrosa, che contribuisce alla stabilizzazione del prodotto
Calandratura
operazione che consiste nel ridurre ad uno spessore predeterminato, mediante passaggio del prodotto tra due o più cilindri solitamente riscaldati
Compressione
tecnica che consiste nel trattare sotto pressione ed eventualmente a caldo il prodotto
Disegno non direzionale
disegno o decorazione realizzata con tecniche diverse  per il quale non è possibile definire una direzione preferenziale.
Eterogeneo
materiale realizzato con strati  calandrati di diversa composizione che possono essere differenti anche nel colore.
Goffratura
la cui superficie presenta un rilievo più o meno accentuato
Omogeneo
materiale realizzato con uno strato o foglio calandrato della medesima composizione e colore  
Marmorizzata o venatura
zone di colori distribuite linearmente nel senso di fabbricazione
Sottostrato o sottofondo
strato di materiale al di sotto dello strato di superficie o di usura
Spalmatura
operazione che consiste nello stendere su di un supporto, con varie tecniche, uno strato di materiale
Strato di usura 
è lo spessore del primo strato di materiale
Strato d’usura trasparente
il cui strato di superficie permette di vedere in trasparenza il disegno sottostante
Tinta unita
il colore della superficie ed il tono  sono i medesimi in ogni punto
 
 
 
 
 
 
 
Glossario;
DUREZZA: Rappresenta il grado di resistenza alla compressione in valore Kg/cmq. E’ un elemento
importante nella scelta della specie legnosa  in funzione della destinazione d’uso.
RITIRO: Rappresenta la variazione dimensionale in fase diminutiva di un legno in base alle
condizioni ambientali.
NERVOSITA': Rappresenta la variazione dimensionale in fase aumentativa di un legno in base alle
condizioni ambientali.
OSSIDAZIONE: Rappresenta il grado di fotosensibilità di un legno all'esposizione con la luce. E' un elemento molto importante al momento della scelta della colorazione in quanto in funzione della specie legnosa ci possono essere notevoli variazioni cromatiche anche immediatamente dopo una breve esposizione alla luce  

 

 

Pavimenti

devono essere di norma orizzontali e complanari tra loro e, nelle parti comuni e di uso pubblico, non sdrucciolevoli.
Eventuali differenze di livello dovebbero essere evitate o quantomeno superate tramite rampe con pendenza adeguata in modo da non costituire ostacolo al transito di una persona anche su sedia a ruote. 
In ogni caso si deve segnalare il dislivello con variazioni cromatiche; lo spigolo di eventuali soglie deve essere arrotondato.
Parti comuni dell'edificio
si deve provvedere ad una chiara individuazione dei percorsi, eventualmente mediante una adeguata differenziazione dei materiali e/o dei colori delle pavimentazioni.
Grigliati
eventuali grigliati utilizzati nelle zone di passaggio debbono avere maglie con spazi tali da non costituire ostacolo o pericolo rispetto a ruote, bastoni di sostegno ecc..
Zerbini
devono essere incassati o predisposti per non essere fonte di pericolo.
Guide
guide o passatoie devono ben fissate e non costituire fonte di pericolo
Accessibilità
qualsiasi soluzione progettuale deve garantire l'accessibilità e deve  prevedere una adeguata distribuzione degli ambienti e specifici accorgimenti tecnici per contenere i rischi di incendio anche nei confronti di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
A tal fine dovrà essere preferita, ove  fattibile, la suddivisione dell'insieme degli ambienti in "compartimenti antincendio" piuttosto che l'individuazione di "sistemi di via d'uscita" costituiti da scale di sicurezza non utilizzabili dalle persone con ridotta o impedita capacità motoria.
La suddivisione in compartimenti, che costituiscono "luogo sicuro statico", deve essere effettuata in modo da prevedere ambienti protetti, ben posizionati ed in numero adeguato, resistenti al fuoco e facilmente raggiungibili in modo autonomo da parte delle persone disabili, ove attendere i soccorsi.